Il tuo sito sotto controllo: dominio, hosting e accessi da segnare prima che serva
Dove scade il dominio, chi ha la password dell'hosting, quale plugin tiene in piedi il negozio: la scheda di una pagina che evita di restare chiusi fuori dal proprio sito. Cosa segnare, dove tenere le password e quando ricontrollare.

Il sito di solito lo fa qualcun altro: un amico, un web designer, un'agenzia. Funziona, lo si dimentica, e un giorno arriva un'e-mail che dice «il tuo dominio è scaduto». Il sito non si apre e non arrivano più nemmeno le e-mail con il tuo indirizzo.
A quel punto le domande sono sempre le stesse: dove l'abbiamo comprato, chi ha la password, a nome di chi è. Bastano venti minuti, fatti oggi, per avere le risposte quando servono.
Il dominio: a nome di chi è e quando scade
Il dominio è l'indirizzo del sito, per esempio bottegalumi.it. Si compra da un registrar (Aruba, Register.it, GoDaddy, OVH e molti altri) e si rinnova ogni anno.
Segna tre cose:
- dove è registrato, cioè il servizio da cui arriva la fattura del rinnovo;
- a nome di chi è: deve essere il tuo, o della tua attività. Se l'ha registrato il web designer a nome suo, il dominio è suo, e il giorno in cui smettete di lavorare insieme diventa un problema;
- quando scade e se il rinnovo automatico è acceso. Con il rinnovo automatico spento basta una carta scaduta per perdere il dominio.
Cosa succede dopo la scadenza dipende dall'estensione e dal registrar: di solito c'è un periodo in cui si può ancora recuperare, poi il dominio torna libero e chiunque può comprarlo. Non conviene scoprire in quel momento quanto dura quel periodo.
L'hosting e il certificato
L'hosting è il posto dove stanno i file del sito. Per i negozi su Shopify o Wix è compreso nell'abbonamento; per un sito WordPress di solito è un servizio a parte, con il suo piano e la sua scadenza.
Accanto all'hosting segna il certificato SSL, quello che fa comparire il lucchetto nel browser. Quasi sempre si rinnova da solo con l'hosting, ma se il rinnovo si blocca il browser avvisa i visitatori che il sito «non è sicuro», e la maggior parte se ne va.
Gli accessi, senza scrivere le password
Un sito ha più porte: il pannello di amministrazione, l'area clienti dell'hosting, quella del registrar, la casella e-mail, Google Analytics. Per ognuna segna:
| Cosa | Esempio |
|---|---|
| Pagina di accesso | bottegalumi.it/wp-admin |
| Utente | info@bottegalumi.it |
| Dove sta la password | Bitwarden, voce «Sito – pannello» |
| Verifica in due passaggi | Attiva, con l'app sul telefono |
| Codici di recupero | Nel cassetto dello studio |
La regola è una: la password non va scritta nella scheda, né in un file né in una nota. Va in un password manager (Bitwarden, 1Password, il portachiavi del Mac o di Google), e nella scheda scrivi solo dove si trova. Se qualcuno apre la scheda, trova le informazioni utili ma non le chiavi.
E dove si può, attiva la verifica in due passaggi: è la protezione che ferma la maggior parte dei furti di account, anche quando la password è finita in giro.
Tema, plugin e chi ci ha messo le mani
Se il sito è su WordPress, segna il tema con la versione e i plugin che usi, con una riga su a cosa servono. Accanto a quelli indispensabili (il negozio, i pagamenti, i backup) metti un segno: sono quelli da non aggiornare alla cieca il venerdì sera.
Segna anche chi ha fatto il sito e come contattarlo. Quando qualcosa si rompe, la prima domanda di chiunque ti aiuti sarà «cosa è stato cambiato e da chi».
Le procedure che fai una volta ogni tanto
Aggiungere un prodotto, cambiare l'immagine della home, fare un backup: sono cose che fai ogni due o tre mesi e che ogni volta vanno ricostruite. Scrivile la prima volta che le fai, passo per passo, con una schermata dove serve. La volta dopo ci metti la metà del tempo.
Una data in calendario
Due promemoria bastano:
- un mese prima della scadenza del dominio, per controllare che il rinnovo parta;
- una volta l'anno, per rileggere la scheda: accessi ancora validi, verifica in due passaggi accesa, plugin che non usi più da togliere.
In Hustlo c'è un'area apposta, Siti web: dominio, hosting, accessi senza password, plugin e procedure in una scheda, con le scadenze sotto controllo e un avviso prima che arrivino. Ma anche una pagina di appunti fatta bene, aperta una volta l'anno, fa il suo lavoro.
Il primo passo è adesso: cerca nella posta l'ultima fattura del dominio e scrivi la data di scadenza.
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