Blog · Finanze · · 3 min di lettura

Quanto chiedere all'ora da freelance: come calcolare la tua tariffa minima

La tariffa oraria non si copia dai colleghi: si calcola da quanto vuoi guadagnare, dai costi, da tasse e contributi e dalle ore che puoi davvero fatturare. Il conto completo, con un esempio da forfettario.

Calcolatrice, taccuino a quadretti con una matita verde e una piantina su una scrivania

Molti freelance fissano la tariffa guardando quella dei colleghi, o scegliendo un numero che suona bene. A fine anno le ore lavorate sono tante e i soldi meno del previsto. La tariffa minima si calcola, e il conto richiede cinque minuti.

Quanto vuoi ritrovarti in tasca

Parti dal netto che ti serve in un anno, dopo tasse e contributi. Nell'esempio, 32.000 €.

I costi fissi

Computer, programmi, telefono, commercialista, corsi: quello che paghi anche nei mesi senza clienti. 250 € al mese fanno 3.000 € l'anno.

Tasse e contributi

Dipendono dal regime e dal tipo di lavoro, e la percentuale giusta per te te la dà il commercialista. Per l'esempio prendiamo un caso comune: forfettario, attività professionale con coefficiente del 78%, iscritto alla gestione separata INPS.

I contributi sono il 26,07% del 78% di quello che fatturi. L'imposta è il 15% di quello che resta del 78% dopo aver tolto i contributi. Messi insieme, se ne va circa il 29% del fatturato. Se nei primi cinque anni hai i requisiti per l'imposta al 5%, scende a circa il 23%.

Nel forfettario le spese non si scaricano: per questo i costi fissi vanno sommati al netto prima di dividere.

(32.000 + 3.000) ÷ (1 − 0,29) = 49.296 € da fatturare in un anno

Le ore che puoi davvero fatturare

Un anno non ha 52 settimane di lavoro. Togli ferie, feste e qualche giorno di malattia: diciamo 46.

Una settimana non ha 40 ore da fatturare. Una parte va in preventivi, e-mail, fatture e ricerca di clienti. Lavorando da solo, 24 ore fatturate a settimana sono già un buon risultato.

46 settimane × 24 ore = 1.104 ore in un anno

Il conto finale

49.296 ÷ 1.104 = 44,65 € all'ora, arrotondato 45 €. Sotto questa cifra non arrivi all'obiettivo che ti sei dato. Quanto chiedere sopra dipende da esperienza, clienti e mercato.

Con l'imposta al 5% il conto diventa 35.000 ÷ 0,77 = 45.455 € da fatturare, cioè 41,17 € all'ora.

Da qui escono anche gli altri prezzi:

  • una giornata di 8 ore vale almeno 357 €;
  • un progetto si calcola stimando le ore e aggiungendo un 20% per gli imprevisti: 30 ore stimate diventano 36, cioè 1.607,40 €;
  • se i clienti che trovi pagano meno della tua minima, abbassare il prezzo vuol dire lavorare di più per guadagnare meno. Conviene cambiare tipo di cliente o modo di vendere il lavoro: pacchetti, prezzo a progetto, servizi ricorrenti.

Il conto in tre righe

fatturato che ti serve = (netto voluto + costi fissi) ÷ (1 − tasse e contributi)

ore fatturabili = settimane di lavoro × ore fatturate a settimana

tariffa minima = fatturato che ti serve ÷ ore fatturabili

Il conto con i tuoi numeri, contributi esatti compresi, lo fa il calcolatore della tariffa oraria. Rifai il conto ogni anno, o quando cambiano costi e obiettivi. A fine lavoro confronta le ore stimate con quelle vere: dopo qualche progetto sai quali lavori ti rendono e quali no. Quanto mettere da parte ogni mese per tasse e contributi lo trovi con il calcolatore dell'accantonamento per forfettari.

Tieni questi numeri in un posto solo.

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