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Il netto del forfettario. Quanto ti resta in tasca, ogni mese.

Da quanto pensi di incassare in un anno a quanto ti resta davvero al mese, tolti contributi, imposta e spese. Con i parametri del 2026.

L'anno

Il regime

Imposta sostitutiva
Gestione INPS

Esonerato vuol dire che non paghi i contributi da commerciante o artigiano, per esempio perché sei dipendente a tempo pieno. Va chiesto all'INPS.

Il netto

Tariffe verificate il 18 ottobre 2026 sulle pagine ufficiali.

Come si calcola il netto

Il conto parte dagli incassi dell'anno e toglie tre cose:

  • i contributi INPS: da commerciante o artigiano almeno 4611,64 € o 4521,36 € l'anno anche con pochi incassi, con la gestione separata il 26,07% del reddito;
  • l'imposta sostitutiva: il 5% nei primi cinque anni, se hai i requisiti, poi il 15%, sul reddito meno i contributi;
  • le spese del lavoro, che nel forfettario non abbassano le tasse ma escono lo stesso dal conto.

Il reddito su cui si pagano tasse e contributi è una percentuale fissa degli incassi, il coefficiente della tua attività:

AttivitàCoefficiente
Vendita online di prodotti (commercio)40%
Altre attività e servizi67%
Professioni e consulenze78%

Quanto resta al mese

Netto mensile prima delle spese, con l'imposta al 5%:

Incassi dell'annoServizi, commercianteCon la riduzione del 35%Professioni, gestione separataServizi, esonerato
15.000 €843 €971 €960 €1.208 €
30.000 €2.026 €2.163 €1.920 €2.416 €
50.000 €3.377 €3.605 €3.199 €4.027 €

Con pochi incassi i contributi fissi da commerciante pesano molto: a 15.000 € l'anno se ne va quasi un terzo. Con la gestione separata non c'è una quota fissa e il peso resta proporzionale.

Chi è dipendente

Chi ha già un lavoro dipendente a tempo pieno e apre una partita IVA da commerciante o artigiano di solito non deve pagare i contributi fissi, perché l'attività non è quella prevalente. L'esonero non è automatico: va chiesto all'INPS, con contratto e buste paga. È il caso che cambia di più il netto, migliaia di euro l'anno, quindi conviene chiarirlo con il commercialista prima di aprire.

Per il forfettario 2026 conta anche lo stipendio dell'anno prima: se i redditi da lavoro dipendente del 2025 superano 35.000 €, il regime non si può usare.

Questo calcolatore fa una stima: non conosce la tua situazione e non sostituisce il commercialista. I parametri sono quelli del 2026, letti sulle pagine dell'INPS e dell'Agenzia delle Entrate il 18 ottobre 2026. Quanto mettere da parte su ogni incasso lo trovi nel calcolatore dell'accantonamento.

Fonti: INPS, contributi di artigiani e commercianti 2026 · INPS, circolare n. 8 del 3 febbraio 2026 sulla Gestione separata · Agenzia delle Entrate, scheda sul regime forfetario.

Le domande che si fanno tutti.

Dipende da attività, contributi e aliquota. Con 30.000 € l'anno di incassi da servizi (coefficiente del 67%), imposta al 5% e contributi da commerciante senza riduzione, restano circa 2.026 € al mese prima delle spese. Con la gestione separata e coefficiente del 78% restano circa 1.920 €.

Nel forfettario il reddito è una quota fissa degli incassi, il coefficiente: le spese vere non si scaricano. Escono comunque dal tuo conto, per questo il calcolatore le toglie dal netto ma non dalle tasse.

Se lavori da dipendente a tempo pieno, di solito non devi iscriverti alla gestione commercianti o artigiani, perché manca la prevalenza: l'esonero va chiesto all'INPS. Scegli «Esonerato» per vedere il netto in quel caso. Con la gestione separata, invece, i contributi si pagano comunque.

È una media: le tasse non si pagano ogni mese ma a giugno e novembre, i contributi fissi in quattro rate. Per non avere sorprese, metti da parte a ogni incasso la quota di tasse e contributi.

Il conto di un ordine lo fai qui. Quello di tutti i prodotti, ogni mese, lo tiene Hustlo.

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